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Incentivi, sconti e recensioni Google: cosa è permesso, cosa è vietato e cosa rischi

La guida di conformità per ristoratori e commercianti che vogliono più recensioni senza rischiare la scheda.

Guida di Rilevanzy · Aggiornata al 1 agosto 2026

«Posso offrire uno sconto per una recensione?» La risposta è no

No: le norme sui contenuti di Google vietano di offrire o accettare denaro, sconti, omaggi o qualsiasi altro incentivo in cambio di recensioni. Il divieto vale anche se la recensione è sincera e il cliente è davvero soddisfatto: per Google è lo scambio in sé a rendere la recensione non conforme, perché ne compromette la spontaneità. E vale in tutte le direzioni: non puoi premiare chi recensisce la tua attività, e non puoi pagare nessuno per recensire negativamente un concorrente.

Se gestisci un ristorante, un bar o un negozio, l'idea ti sarà passata per la testa almeno una volta: «caffè omaggio a chi ci lascia una recensione» sembra un'iniziativa innocua, e in giro se ne vedono. Questa guida serve a capire con precisione dove passa il confine tra vietato e permesso. La buona notizia, per anticipartela subito: quasi tutto quello che funziona davvero per ottenere recensioni è perfettamente lecito. Vediamo prima i divieti, poi i rischi concreti, e infine cosa puoi fare da domani mattina senza pensieri.

Cosa vietano esattamente le regole di Google

Le regole che contano sono le norme di Google sui contenuti pubblicati dagli utenti (quelle che disciplinano le recensioni su Maps) e le indicazioni per i profili delle attività. In parole semplici, i comportamenti vietati sono quattro.

1. Recensioni a pagamento o incentivate

È vietato offrire o accettare denaro, sconti, omaggi, buoni, punti fedeltà o qualsiasi altro vantaggio in cambio di una recensione. Il divieto copre anche il caso che sembra più innocente: lo sconto offerto «a prescindere dal contenuto», senza chiedere esplicitamente stelle alte. Non conta cosa chiedi di scrivere: conta che la recensione nasca da uno scambio invece che da una scelta spontanea del cliente.

2. Recensioni false o «di comodo»

Sono vietate le recensioni scritte da chi non ha avuto un'esperienza reale con l'attività: quelle comprate a pacchetti da agenzie o profili fasulli, quelle scritte da conoscenti compiacenti che non sono mai stati tuoi clienti, e gli scambi tra attività («io recensisco te, tu recensisci me»). Per Google sono contenuti falsi e ingannevoli, e vengono trattati come tali indipendentemente da quanto sembrino credibili.

3. Recensirsi da soli o far recensire i dipendenti

Non puoi recensire la tua attività, e non possono farlo i tuoi dipendenti: è un conflitto di interessi, e le norme di Google lo vietano espressamente. Lo stesso principio vale al contrario: non puoi recensire un concorrente per danneggiarlo. La recensione è pensata come il giudizio di un cliente, non come uno strumento di chi sta dietro al bancone.

4. Il «review gating»: chiedere solo ai clienti contenti

Il review gating è la pratica di filtrare i clienti prima di invitarli a recensire: ad esempio mandare un sondaggio interno e mostrare il link alla recensione Google solo a chi ha dato un voto alto, dirottando gli insoddisfatti verso un modulo privato. Google lo vieta espressamente: non puoi scoraggiare le recensioni negative né sollecitare selettivamente quelle positive. L'invito a recensire deve essere rivolto a tutti i clienti, con lo stesso percorso per tutti. È il divieto meno conosciuto dei quattro, ed è quello in cui cadono in buona fede anche attività oneste, spesso perché uno strumento «furbo» glielo propone come funzione.

Cosa rischi in pratica

Le conseguenze su Google

La conseguenza più comune è la rimozione delle recensioni che violano le norme: Google le individua con sistemi automatici e tramite le segnalazioni degli utenti — e chiunque può segnalare, concorrenti compresi. Nei casi più seri i provvedimenti colpiscono la scheda stessa: Google può applicare limitazioni al profilo dell'attività, fino alla sospensione nei casi più gravi. In pratica: mesi di recensioni possono sparire in un colpo, e con loro la visibilità che ti eri costruito.

Le conseguenze legali: la recensione falsa è una pratica commerciale scorretta

In Italia e nell'Unione Europea le recensioni false non sono solo una violazione delle regole di una piattaforma: sono una pratica commerciale scorretta. Il Codice del Consumo, aggiornato con il recepimento della direttiva europea «Omnibus», considera ingannevole pubblicare o commissionare recensioni false, così come presentare recensioni come autentiche senza aver fatto verifiche ragionevoli sulla loro provenienza. La vigilanza spetta all'AGCM, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (l'«Antitrust» italiana), che può aprire istruttorie e imporre sanzioni economiche, ed è già intervenuta in passato contro chi vendeva o commissionava recensioni false. Non ti diamo cifre di multe perché dipendono dal singolo caso: il punto da portare a casa è che comprare recensioni è un illecito, non una scorciatoia di marketing.

Dal 7 aprile 2026 è inoltre in vigore la legge annuale sulle PMI (legge 34/2026), che introduce regole specifiche per le recensioni online nella ristorazione e nella ricettività: recensioni ammesse solo da chi può dimostrare un'esperienza reale, limiti temporali di validità e vigilanza affidata all'AGCM, che sta definendo le linee guida attuative. Il quadro, insomma, si sta facendo più severo, non più permissivo.

Il rischio che nessuno mette in conto: la fiducia dei clienti

Le recensioni comprate si riconoscono: profili senza storia, foto generiche, testi vaghi e tutti simili, pubblicati a raffica nello stesso periodo. I tuoi clienti le leggono, e un cliente che fiuta recensioni gonfiate smette di fidarsi anche di quelle vere. È il danno più difficile da riparare, perché non c'è un modulo di ricorso per la fiducia.

Cosa invece è permesso (e funziona)

Il perimetro di ciò che è lecito è ampio, e copre tutto quello che serve davvero per far crescere le recensioni. Sono quattro azioni, e nessuna richiede di rischiare nulla.

Chiedere la recensione a tutti i clienti

Chiedere una recensione è permesso, anzi incoraggiato: è Google stesso a invitare le attività a chiedere recensioni ai clienti e a condividere il link diretto al modulo di recensione della propria scheda. L'unica condizione è chiedere a tutti, senza filtrare in base a quanto pensi sia contento il cliente. La richiesta fatta di persona, nel momento giusto, resta lo strumento più efficace che esista — ed è gratis.

Rendere il gesto facile: link diretto, QR code, NFC

La maggior parte delle recensioni non si perde per cattiva volontà ma per attrito: il cliente esce, si ripromette di scriverla, e la vita va avanti. Ridurre i passaggi — un link diretto al modulo «Scrivi una recensione», un QR code sul tavolo, un tag NFC sul banco — è perfettamente lecito, perché non tocca il contenuto della recensione: accorcia solo la strada per arrivarci. Chiunque, contento o scontento, arriva allo stesso modulo pubblico di Google.

Rispondere alle recensioni, tutte

Rispondere è permesso, gratuito e sottovalutato. Una risposta educata a una recensione negativa parla ai cento clienti futuri che la leggeranno, molto più che al cliente che l'ha scritta. E le risposte alle recensioni positive dicono che dietro la scheda c'è qualcuno che ascolta.

Formare il personale a chiedere nel momento giusto

Chi sta in sala o alla cassa è nel posto migliore per chiedere: al momento del conto, quando il cliente ha appena detto che si è trovato bene. Una frase semplice e onesta basta. Se hai un ristorante, nella guida alle recensioni Google per ristoranti trovi il metodo passo passo, con i momenti e le frasi che funzionano.

Come restare in regola con un tag NFC sul banco

Dal punto di vista delle regole, un tag NFC o un QR code da banco è la versione moderna del cartello «lasciaci una recensione»: porta chiunque lo usi allo stesso modulo pubblico di Google, senza filtri, senza voti preliminari, senza premi. Non c'è selezione dei clienti contenti e non c'è incentivo: c'è solo meno attrito tra l'intenzione del cliente e il gesto. Per questo è uno strumento conforme per costruzione — a patto che faccia davvero solo questo.

È il principio su cui è costruito Rilevanzy: un tag NFC con QR code da banco o da tavolo che apre direttamente il modulo «Scrivi una recensione» della tua scheda Google, senza app da installare. La dashboard ti mostra i tocchi in tempo reale e l'andamento di recensioni e rating giorno per giorno; nessuna recensione viene scritta, filtrata o «garantita» da noi, perché le recensioni le scrivono solo i tuoi clienti, direttamente su Google. È anche il motivo per cui sui numeri siamo pignoli:

I tocchi sono conteggi esatti. Le recensioni attribuite al tag sono stime — e le chiamiamo sempre stime, perché Google non collega mai una recensione a un singolo tocco. Preferiamo un numero vero a uno gonfiato.

Se stai valutando uno strumento qualsiasi — nostro o di altri — questa checklist ti dice in trenta secondi se è in regola:

Domande frequenti su incentivi e recensioni

Posso fare un'estrazione a premi tra chi lascia una recensione?

No. Le norme di Google vietano qualsiasi vantaggio offerto in cambio di una recensione — non solo denaro e sconti, ma qualunque beneficio: anche la partecipazione a un'estrazione. In Italia, peraltro, un'estrazione tra clienti è una manifestazione a premio con regole burocratiche proprie (DPR 430/2001): un motivo in più per lasciar perdere. Non cambia nulla se il premio è piccolo o se l'estrazione è aperta «a tutti, positivi e negativi»: la partecipazione resta comunque subordinata all'aver recensito.

Posso chiedere la recensione solo ai clienti abituali?

Chiedere puoi: decidere a chi rivolgere l'invito a voce non è vietato, e con un cliente che conosci la richiesta viene più naturale. Il confine da non superare è il filtro sul giudizio: non puoi costruire un sistema che intercetta gli scontenti e li tiene lontani dal modulo Google mostrandolo solo ai soddisfatti. E qualsiasi strumento tu usi — link, QR, tag — deve portare tutti allo stesso modulo pubblico.

Posso offrire un rimborso o uno sconto per far rimuovere una recensione negativa?

No: anche questo è un incentivo legato a una recensione, solo in direzione opposta. La strada corretta è risolvere il problema del cliente perché è un tuo cliente, non perché ha una recensione in mano — e rispondere pubblicamente con calma e senza scuse di circostanza. Se poi il cliente, soddisfatto della soluzione, deciderà da solo di aggiornare o rimuovere la recensione, sarà una sua libera scelta.

Comprare recensioni da un'agenzia che promette «recensioni reali» è davvero rischioso?

Sì, sempre. Se le recensioni non arrivano da tuoi clienti reali che scrivono spontaneamente, sono contenuti falsi: violano le norme di Google (con rimozione delle recensioni e possibili provvedimenti sulla scheda) e in Italia configurano una pratica commerciale scorretta, materia dell'AGCM. «Reali», nel gergo di queste agenzie, significa solo che i profili sembrano veri — non che i clienti lo siano.

L'onestà è la strategia, non solo la regola

Il modo più solido di crescere su Google è anche il più semplice: fai bene il tuo lavoro, chiedi la recensione a tutti, rendi il gesto facile, rispondi a chi scrive. Le recensioni autentiche crescono più lentamente di quelle comprate, ma non te le toglie nessuno — né Google con una pulizia, né un'autorità con un'istruttoria, né un cliente che smette di crederti. Su questo principio abbiamo costruito Rilevanzy: siamo un'azienda italiana e il nostro tag fa una cosa sola, in regola — porta i tuoi clienti al modulo di recensione della tua scheda e ti fa vedere cosa succede, con i tocchi in tempo reale, l'andamento del rating e un report mensile via email. Con i piani superiori ricevi avvisi in tempo reale a ogni tocco e puoi mettere un tag per ogni tavolo, con statistiche separate; la Garanzia Rilevanzy copre sostituzione o riparazione del tag finché l'abbonamento è attivo.

Se vuoi farti un'idea, un tag singolo costa 39,99 €, dal pacchetto da 10 scendi a 27,99 € a pezzo e gli abbonamenti partono da 13,90 € al mese: trovi tutto nella pagina prezzi e nelle FAQ. Per qualsiasi dubbio — anche solo per capire se il tag ha senso per la tua attività — scrivici dal modulo di contatto: in chat e via email risponde una persona, non un bot. E se decidi di non comprare nulla, questa guida vale lo stesso: le regole sono le stesse per tutti — e ora conosci le principali. Il quadro può evolvere (le linee guida AGCM sono in arrivo), ma la bussola non cambia: recensioni vere, chieste bene.

Scopri il tag Rilevanzy

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